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AGOPUNTURA IN MEDICINA DEL LAVORO? NO, GRAZIE!

02/11/2016

La sera del giorno 6.9.2016 sul sito internet dell’agenzia ANSA compariva una notizia intitolata “Da cefalee al mal di schiena, l'agopuntura anche per le malattie del lavoro” e il Consiglio Direttivo della SIMLII, nella seduta del 21.9.2016, ha discusso tale vicenda.

La sera del giorno 6.9.2016 sul sito internet dell’agenzia ANSA compariva una notizia intitolata “Da cefalee al mal di schiena, l'agopuntura anche per le malattie del lavoro”: tale notizia è ancora disponibile on line: 

“Da cefalee al mal di schiena, l'agopuntura anche per le malattie del lavoro”

Leggendola, si veniva a sapere che il successivo 13.9.2016 presso il Policlinico Gemelli di Roma avrebbe aperto al pubblico un "Centro di Ricerca Clinica MLA" (Medicina del Lavoro e Agopuntura), frutto della collaborazione tra l'Istituto di Sanità Pubblica - sezione di Medicina del Lavoro dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e l'Associazione Agopuntura Italiana.

Nel testo dell’ANSA è scritto: "In particolare, attraverso l'applicazione clinica dell'agopuntura - si legge in una nota diffusa dall'Università Cattolica di Roma - si svilupperanno protocolli terapeutici per il trattamento di patologie collegate alle attività lavorative al fine di ridurre al massimo le limitazioni allo svolgimento delle stesse; è infatti noto che la popolazione lavorativa - anche a seguito del cambiamento delle condizioni di lavoro dovute alla crisi economica (riduzioni del personale, aumento del carico di lavoro, instabilità del posto di lavoro) - negli anni a causa della comparsa di sintomatologie invalidanti (lombalgie, cervicalgie, problematiche di tipo psicologico, cefalee) va incontro a una graduale riduzione delle performance che nei casi più estremi può culminare nella limitazione allo svolgimento dell'attività professionale fino alla totale impossibilità a mantenere il proprio profilo professionale, anche con il rischio di interruzione del rapporto di lavoro". Dopo la notizia ANSA la vicenda è stata rilanciata da servizi video locali e perfino dalla RAI.

Il Consiglio Direttivo della SIMLII, nella seduta del 21.9.2016, ha discusso tale vicenda, anche alla luce di una nota di chiarimento tempestivamente richiesta al Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Prof. Bruno Piccoli.

Il Consiglio Direttivo della SIMLII disapprova tale iniziativa, che associa la Medicina del Lavoro, disciplina che ha solide basi scientifiche, ad una pratica che invece non ne ha (attendiamo ancora la dimostrazione scientifica dell’esistenza dei meridiani), derivando dalla cosiddetta “medicina tradizionale cinese” fondata in epoche in cui la conoscenza delle funzioni biologiche era, per così dire, grossolana.

Il fatto che l’agopuntura venga praticata nel nostro e in altri paesi, pur essendo dotata di efficacia dubbia (nei pochi studi controllati - aghi posti nei punti “canonici” dell’agopuntura contro aghi posti in punti diversi - l’agopuntura ha dimostrato efficacia non dissimile dal placebo) non è una buona ragione perché essa venga offerta da parte di una struttura universitaria, finanziata con soldi pubblici, di Medicina del Lavoro. Il fatto che poi venga offerta a pagamento non riduce, semmai aumenta, le perplessità sull’opportunità dell’iniziativa, che come minimo sottrae risorse ad una seria attività di ricerca scientifica nel campo della Medicina del Lavoro da parte dell’equipe dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Esistono altre pratiche mediche, pienamente legittime, che non fanno parte della medicina scientifica: dobbiamo aspettarci a Roma anche l’apertura di un ambulatorio di medicina estetica in Medicina del Lavoro?

 

Il Presidente SIMLII, Prof. Francesco S. Violante, Università di Bologna